Un museo di comunità, e la Digital Library del Lago

Dalla lettera del sindaco di Ula Tirso, Ovidio Loi, ai concittadini.

“Ti chiedo in particolare di partecipare allo sforzo di costruzione di un archivio, un Museo della Comunità costituito dai materiali ancora reperibili e conservati nelle nostre case, che si affianchi alla raccolta in digitale di copia dei documenti presenti nei numerosi archivi che li conservano in originale, dall’ENEL che possiede i progetti di Angelo Omodeo, alla Banca Intesa che conserva la documentazione della Banca Commerciale Italiana che con la Bastogi finanziò la diga e le bonifiche, all’ENAS e alla Regione Sardegna.

Parlo di oggetti semplici, strumenti di lavoro o vestiario usati nel cantiere, lettere di nostri compaesani di quel periodo o anche nei successivi, fotografie, certificati sanitari o anagrafici dei lavoratori, documenti di lavoro, buste paga, lettere di assunzione e/o di licenziamento, quaderni e libretti di lavoro. Ma anche poesie, testi di qualsiasi genere su quell’esperienza anche negli anni e nei decenni successivi, interviste fatte con gli strumenti oggi disponibili, in video e in voce. Allestiremo in paese e in occasione delle iniziative, una postazione dove potere dire e videoregistrare ricordi, racconti, aneddoti, anche riflessioni sull’attualità.

Un Comitato scientifico e io stesso in prima persona garantiremo il trattamento rigoroso dei materiali, la loro riproduzione, la restituzione quando è richiesta, il prestito e il comodato d’uso per quelli che verranno concessi volontariamente per il Museo della Comunità..

La prima pietra di questa costruzione è la concessione di alcune decine di foto inedite che provengono dall’archivio del primo direttore dei lavori della diga, ingegner Costamagna, conservate alla sua morte da Felice Italo Pisu e che il figlio Sandro ora mette a disposizione con generosità esemplare.

Le esporremo in paese come meritano, in una grande mostra, e resteranno patrimonio della comunità alla stregua dei Tuoi ricordi, aiutandoci anche materialmente a dare uno scopo e dunque a recuperare il patrimonio edilizio abbandonato fra la Diga e il villaggio di Santa Chiara.

Nel ringraziarTi per tutto quello che potrai fare, Ti saluto con amicizia, cordialità e fiducia”.

Ovidio Loi
Ula Tirso 20 luglio 2018